La durata dell'itinerario può variare dai 3 ai 5 giorni, molto dipende da quante enoteche o aziende produttrici di vino decidete di visitare e se scegliete di intraprendere qualcuno dei vari percorsi a piedi suggeriti dagli uffici del Turismo. Alcuni sono veramente belli e sarebbe un peccato non approfittarne tra questi il Percorso del Barolo che parte dal castello di Grinzane Cavour.
L'area è ben collegata da strade e autostrade agli importanti centri urbani di Torino (A6), Milano (A21 e A7) e Genova (A21 e A26) raggiungibili in poco più di un'ora. L'aeroporto più vicino è quello di Torino-Caselle a 122 KM, mentre l'aeroporto di Milano Malpensa dista 179 KM. Il percorso suggerito, ricco di saliscendi per le colline, è molto adatto alle moto ma anche agli amanti della bicicletta.
La zona è ricca di agriturismi e B&B a gestione famigliare, in genere di buona qualità, sorti all'interno di vecchie case coloniche. Esistono poi hotel di charme posti in castelli e antiche ville dotati di SPA e Campi da Golf. Noi abbiamo provato l'agriturismo Iride e l'agriturismo San Lorenzo entrambi a Roddino. Si tratta di due agriturismi di buona qualità (il secondo è appena stato completamente ristrutturato) a gestione famigliare che offrono servizio di pernottamento e prima colazione. IRIDE dispone di un piccolo e grazioso ristorante, dove il cuoco rielabora in chiave moderna ricette della tradizione piemontese, i risultati sono veramente eccellenti. Di seguito alcuni link utili:
Le Langhe sono le terre del Barolo, del Barbaresco, del dolcetto d’Alba e del Moscato d'Asti vini apprezzati a livello internazionale ma sono anche le terre dei tartufi, delle nocciole tonde, della toma di Murazzano e dei famosi Baci. I piatti della tradizione sono tendenzialmente robusti e saporiti, utilizzano prodotti legati al territorio come le carni provenienti dagli allevamenti di bovini di razza piemontese, i formaggi prodotti con latte locale, i tartufi e i funghi. Nella cucina Langarola, ma in genere in quella piemontese, è d'uso preparare una vasta quantità di antipasti tra questi la carne cruda all'albese oppure l'insalata di carne cruda con scaglie di tartufo, il vitello tonnato, i peperoni in bagna cauda, i flan di verdure. Tra i primi segnaliamo le tagliatelle al tartufo, i ravioli al plin serviti con burro e salvia, i tajarin con ragù di carne o salsiccia mentre tra i secondi il brasato al barolo, il fritto misto i bolliti misti preparati con 7 tagli di vitello (lingua, testina con musetto, coda, zampino, gallina, cotechino e rolata) accompagnati da "bagnet vert" e " bagnet russ" la prima è una salsa a base di prezzemolo, aglio e acciughe mentre la seconda è a base di pomodoro, cipolle, aglio e acciughe. Molto buoni e di alta qualità sono i formaggi prodotti nel territorio come la toma di Murazzano DOP, la robiola d'Alba, la robiola delle Langhe, il Castelmagno DOP e il Brus, formaggio spalmabile ottenuto da un mix di diversi formaggi lasciati stagionare e macerati nel latte al quale viene aggiunta grappa o acquavite) I dolci delle Langhe sono in genere preparati utilizzando la famosa nocciola DOP tra questi citiamo la torta di nocciole accompagnata da un bicchiere di moscato di Asti, il torrone alle nocciole, il bonet e gli albesi al rum. Ogni anno nella sala delle maschere del castello di Grinzane di Cavour si tiene l’Asta Mondiale del Tartufo in collegamento satellitare con due grandi città del mondo in passato è toccato a Parigi, Hong Kong, Las Vegas, Mosca, New York i cui ospiti possono partecipare in diretta all’asta.
Non è possibile passare anche solo un breve periodo di vacanza nelle Langhe senza entrare in una enoteca e acquistare almeno una bottiglia dei pregiati vini che si producono sul territorio come il Barolo, il Nebbiolo, il Barbera o il Dolcetto. Numerose sono le enoteche o le aziende agricole che si incontrano nei paesi o lungo le strade noi abbiamo fatto i nostri acquisti presso la splendida Tenuta Pianpolvere di Monforte d'Alba, dove i fratelli Adriano producono vini in maniera tradizionale. Di seguito un link per sapere tutto sui vini e sulle cantine del territorio vai al sito. Le Langhe non sono solo vino ma anche nocciole, ottime le torte e le creme alla nocciola che potrete acquistare nei vari negozi di prodotti tipici locali, sono la terra dei tartufi con i quali si producono creme e olio ottimi per il condimento di primi piatti o per le carni. Notevole è anche la produzione di formaggi tra i quali la famosa toma di Murazzano. Insomma il vostro shopping nelle Langhe sarà per lo più gastronomico ma, sarà ciò che di meglio è possibile offrire al vostro palato. Non mancate di acquistare un vasetto di mousse al vino moscato d'Alba ottima per accompagnare torte e pasticceria secca.
Merano e i suoi dintorni sono ricche di strutture ricettive in grado di soddisfare le esigenze di chiunque, sia che vi rechiate in inverno o in estate riuscirete a trovare la struttura adatta a voi di seguito alcuni link che potranno aiutarvi nella vostra ricerca
Hotel
Campeggi
Aree sosta Camper
Se si arriva a Merano con l’automobile la via più comoda è costituita dall’autostrada A22 del Brennero con uscita a Bolzano Sud, da qui prendere la SS38 fino alla città. L’autostrada è collegata sia con l’A4 Torino-Mestre che con l’A1 Milano-Napoli. In estate e in occasione delle varie festività o dei mercatini di Natale è piuttosto trafficata e possono crearsi code o rallentamenti l'alternativa sono le strade statali. In genere tutte le strade della regione sono molto ben tenute ed in inverno funziona un ottimo servizio di pulitura strade. L’aeroporto Francesco Baracca di Bolzano è collegato con voli di linea alla capitale e con voli charter a Catania, Olbia, Lamezia Terme e Cagliari per altre destinazioni è necessario recarsi agli aeroporti di Bergamo (distanza circa 230 KM) oppure di Verona (distanza circa 150 KM) navette di collegamento vi permetteranno di raggiungere la città. Trenitalia ha frequenti treni che raggiungono Bolzano dalle principali città italiane da Bolzano è però necessario prendere un autobus o noleggiare un mezzo.
La cucina trentina si basa su antiche ricette della cucina contadina secondo la quale “nulla va sprecato” di qui l’origine di alcune delle più gustose ricette come i Canederli. La cucina tradizionale fatta di sapori forti e piatti semplici che risentono dell’influenza di ricette d’oltralpe soprattutto austriache come lo stinco di maiale e i Probusti, una specie di Wurstel. Il piatto forte è sicuramente la polenta accompagnata da stufati di carne di manzo oppure da salmì di selvaggina come il capriolo, il cervo o il camoscio. Notevole è l’uso della carne di maiale utilizzata per la preparazione del famoso speck e di vari insaccati come la salciccia Lugànega oppure le Ciughe preparati mischiando le rape alla carne di maiale. Non molto diffusa è la preparazione di piatti a base di pasta fresca o ripiena sostituiti dai Canederli, grandi gnocchi a base di pane raffermo bagnato nel latte, speck e salciccia serviti nel brodo oppure gli strangolapreti sempre a base di pane raffermo spinaci e uvetta, assolutamente da assaggiare sono gli gnocchetti altoatesini a base di ricotta affumicata. Molto nutrienti sono le minestre e le zuppe preparate con ortaggi tra i quali i famosi asparagi, i funghi, le patate, la pancetta e farina bianca o gialla. Molto buoni sono i piatti preparati con la Trota del Trentino servita rosolata con salsa di limone e menta oppure affumicata. Di notevole qualità sono i formaggi preparati con il latte prodotto nei numerosi allevamenti tra questi citiamo il Puzzone di Moena, il grana della val di Non, lo Spressa e il Vezzena. La regione è molto famosa per la produzione delle mele con le quali si prepara il famoso strudel e le frittelle. Molti dolci tradizionali utilizzano spezie quali la cannella e la frutta secca ingredienti tipici della cucina d’oltralpe tra questi lo zelten dolce tipicamente natalizio. Nella regione vengono prodotti eccellenti spumanti e birre artigianali a base di frumento tipiche della tradizione bavarese. Molto diffusa è la produzione di grappe e acquaviti aromatizzate al ginepro, alla genziana e ad altre erbe o radici.
In vendita presso gli uffici del turismo, valida tre giorni dal primo utilizzo, la card permette l’ingresso gratuito a 9 musei a Bolzano, 80 in tutto l’alto Adige + la possibilità di noleggiare gratuitamente biciclette + di utilizzare gratuitamente la navetta BoBus + utilizzo gratuito dei mezzi pubblici dell’Alto Adige comprese le funivie + un’escursione ai parchi naturali dell’Alto Adige + una visita guidata tra quelle proposte dall’Ente del Turismo. Vai al Sito
Trento è ricca strutture ricettive in grado di soddisfare le esigenze di chiunque, sia che vi rechiate in inverno o in estate riuscirete a trovare la struttura adatta a voi di seguito alcuni link che potranno aiutarvi nella vostra ricerca
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Se si arriva a Trento con l’automobile la via più comoda è costituita dall’autostrada A22 del Brennero che attraversa tutta la regione. L’autostrada è collegata sia con l’A4 Torino-Mestre che con l’A1 Milano-Napoli. In estate e in occasione delle varie festività o dei mercatini di Natale è piuttosto trafficata e possono crearsi code o rallentamenti l'aleternativa sono le strade statali sicuramente più panoramiche, ma per percorrere le quali è necessario mettere in conto più tempo. In genere tutte le strade della regione sono molto ben tenute ed in inverno funziona un ottimo servizio di pulitura strade. L’aeroporto Francesco Baracca di Bolzano è collegato con voli di linea alla capitale e con voli charter a Catania, Olbia, Lamezia Terme e Cagliari per altre destinazioni è necessario recarsi agli aeroporti di Bergamo (distanza circa 230 KM) oppure di Verona (distanza circa 150 KM) navette di collegamento vi permetteranno di raggiungere la città. Trenitalia ha frequenti treni che raggiungono Trento dalle principali città italiane in molti casi sono però necessari alcuni cambi nei nodi ferroviari di Verona, Milano o Bologna
La cucina trentina si basa su antiche ricette della cucina contadina secondo la quale “nulla va sprecato” di qui l’origine di alcune delle più gustose ricette come i Canederli. La cucina tradizionale fatta di sapori forti e piatti semplici che risentono dell’influenza di ricette d’oltralpe soprattutto austriache come lo stinco di maiale e i probusti, specie di Wurstel. Il piatto forte è sicuramente la polenta accompagnata da stufati di carne di manzo oppure da salmì di selvaggina come il capriolo, il cervo o il camoscio. Notevole è l’uso della carne di maiale utilizzata per la preparazione del famoso speck e di vari insaccati come la salciccia Lucanica oppure le Ciughe preparati mischiando le rape alla carne di maiale. Non molto diffusa è la preparazione di piatti a base di pasta fresca o ripiena sostituiti dai Canederli, gnocchi a base di pane raffermo bagnato nel latte, speck e salciccia serviti nel brodo oppure gli strangolapreti sempre a base di pane raffermo spinaci e uvetta, assolutamente da assaggiare sono gli gnocchetti altoatesini a base di ricotta affumicata. Molto nutrienti sono le minestre e le zuppe preparate con ortaggi tra i quali i famosi asparagi, i funghi, le patate, la pancetta e farina bianca o gialla. Molto buoni sono i piatti preparati con la Trota del Trentino servita rosolata con salsa di limone e menta oppure affumicata. Di notevole qualità sono i formaggi preparati con il latte prodotto nei numerosi allevamenti tra questi citiamo il Puzzone di Moena, il grana della val di Non, lo Spressa e il Vezzena. La regione è molto famosa per la produzione delle mele con le quali si prepara il famoso strudel e le frittelle. Molti dolci tradizionali utilizzano spezie quali la cannella e la frutta secca ingredienti tipici della cucina d’oltralpe tra questi lo zelten dolce tipicamente natalizio. Nella regione vengono prodotti eccellenti spumanti e birre artigianali a base di frumento tipiche della tradizione bavarese. Molto diffusa è la produzione di grappe e acquaviti aromatizzate al ginepro, alla genziana e ad altre erbe o radici.
In vendita presso gli uffici del turismo, valida tre giorni dal primo utilizzo, la card permette l’ingresso gratuito a 9 musei a Bolzano, 80 in tutto l’alto Adige + la possibilità di noleggiare gratuitamente biciclette + di utilizzare gratuitamente la navetta BoBus + utilizzo gratuito dei mezzi pubblici dell’Alto Adige comprese le funivie + un’escursione ai parchi naturali dell’Alto Adige + una visita guidata tra quelle proposte dall’Ente del Turismo. Vai al Sito
Un weekend a Trento rappresenta l'occasione per visitare la città con le sue vie ricche di architetture romaniche, gotiche, rinascimentali, barocche e al famoso Palazzo del Buonconsiglio ma, anche di visitare i vicini castelli di Avio e di Thun. Potrete intraprendere il viaggio in estate oppure in inverno, magari in occasione dei pittoreschi mercatini di Natale quando la città si riempie di luminarie e bancarelle dove poter acquistare belli e singolari rigali di manifattura artigianale per la famiglia o gli amici. La città, che secondo la tradizione deve il suo nome al tre monti che la circondano Bondone, Casilio e Marzola, negli ultimi anni grazie ad un'attenta politica del territorio è divenuta una meta turistica molto apprezzata e numerose sono le attività che si possono effettuare nel suo territorio come sciare sulle piste del monte Bodone o spingersi nella valle dei laghi tra questi: il bacino di terlago, Santa Massenza, Lasino e Calavino,
Trento - Castello di Avio / distanza 48 chilometri
Trento - Castel Thun / distanza 29 chilometri
Bolzano e i suoi dintorni sono ricchi di strutture ricettive in grado di soddisfare le esigenze di chiunque, sia che vi rechiate in inverno o in estate riuscirete a trovare la struttura più adatta a voi, di seguito alcuni link che potranno aiutarvi nella vostra ricerca. Tenete presente che durante il periodo natalizio la città è molto visitata quindi vi consigliamo di prenotare con un po' di anticipo. Molte strutture offrono ai loro ospiti la Bolzano Card che da la possibilità in entrare gratis in molti musei o castelli e l'utilizzo gratuito di autobus e funivie.
Hotel
Campeggi e Agriturismi
Aree sosta Camper
Se si arriva a Bolzano con l’automobile la via più comoda è costituita dall’autostrada A22 del Brennero che attraversa tutta la regione. L’autostrada è collegata sia con l’A4 Torino-Mestre che con l’A1 Milano-Napoli. In estate e in occasione delle varie festività l’autostrada è piuttosto trafficata e possono crearsi code in prossimità delle uscite che portano alle località turistiche più rinomate. In genere tutte le strade della regione sono molto ben tenute ed in inverno funziona un ottimo servizio di pulitura strade. L’aeroporto Francesco Baracca di Bolzano è collegato con voli di linea alla capitale e con voli charter a Catania, Olbia, Lamezia Terme e Cagliari per altre destinazioni è necessario recarsi agli aeroporti di Bergamo (distanza circa 230 KM) oppure di Verona (distanza circa 150 KM) navette di collegamento vi permetteranno di raggiungere la città. Trenitalia ha frequenti treni che raggiungono Bolzano dalle principali città italiane in alcuni casi sono però necessari alcuni cambi.
La cucina trentina si basa su antiche ricette della cucina contadina secondo la quale “nulla va sprecato” di qui l’origine di alcune delle più gustose ricette come i Canederli. La cucina tradizionale fatta di sapori forti e piatti semplici che risentono dell’influenza di ricette d’oltralpe soprattutto austriache come lo stinco di maiale e i probusti, specie di Wurstel. Il piatto forte è sicuramente la polenta accompagnata da stufati di carne di manzo oppure da salmì di selvaggina come il capriolo, il cervo o il camoscio. Notevole è l’uso della carne di maiale utilizzata per la preparazione del famoso speck e di vari insaccati come la salciccia Lucanica oppure le Ciughe preparati mischiando le rape alla carne di maiale. Non molto diffusa è la preparazione di piatti a base di pasta fresca o ripiena sostituiti dai Canederli, gnocchi a base di pane raffermo bagnato nel latte, speck e salciccia serviti nel brodo oppure gli strangolapreti sempre a base di pane raffermo spinaci e uvetta, assolutamente da assaggiare sono gli gnocchetti altoatesini a base di ricotta affumicata. Molto nutrienti sono le minestre e le zuppe preparate con ortaggi tra i quali i famosi asparagi, i funghi, le patate, la pancetta e farina bianca o gialla. Molto buoni sono i piatti preparati con la Trota del Trentino servita rosolata con salsa di limone e menta oppure affumicata. Di notevole qualità sono i formaggi preparati con il latte prodotto nei numerosi allevamenti tra questi citiamo il Puzzone di Moena, il grana della val di Non, lo Spressa e il Vezzena. La regione è molto famosa per la produzione delle mele con le quali si prepara il famoso strudel e le frittelle. Molti dolci tradizionali utilizzano spezie quali la cannella e la frutta secca ingredienti tipici della cucina d’oltralpe tra questi lo zelten dolce tipicamente natalizio. Nella regione vengono prodotti eccellenti spumanti e birre artigianali a base di frumento tipiche della tradizione bavarese. Molto diffusa è la produzione di grappe e acquaviti aromatizzate al ginepro, alla genziana e ad altre erbe o radici.
In vendita presso gli uffici del turismo, valida tre giorni dal primo utilizzo, la card permette l’ingresso gratuito a 9 musei a Bolzano, 80 in tutto l’alto Adige + la possibilità di noleggiare gratuitamente biciclette + di utilizzare gratuitamente la navetta BoBus + utilizzo gratuito dei mezzi pubblici dell’Alto Adige comprese le funivie + un’escursione ai parchi naturali dell’Alto Adige + una visita guidata tra quelle proposte dall’Ente del Turismo. Vai al Sito
Tre giorni a Bolzano rappresentano l'occasione per visitare la città e i suoi dintorni, luoghi ricchi di storia, arte e cultura. Potrete intraprendere il viaggio in estate avendo così la possibilità di effettuare escursioni sulle splendide vette circostanti oppure in inverno, magari in occasione dei pittoreschi mercatini di Natale, quando la città si riempie di luminarie, bancarelle e dolci atmosfere. Oltre alla visita alla città ed ai suoi monumenti vi consigliamo di recarvi a Castel Roncolo, a Fiè allo Sciliar con il suo laghetto e il suo castello e a Chiusa delizioso borgo annoverato tra i più belli d'Italia.
Bolzano - Castel Roncolo / distanza 1 chilometro
Bolzano - Fiè allo Sciliar / distanza 17 chilometri
Bolzano - Chiusa / distanza 32 chilometri
Il borgo, venne costruito nel XII secolo come avamposto difensivo dai conti di Ventimiglia. Al dominio dei conti di Ventimiglia seguì quello dei conti di Provenza che nel 1388 vendettero il castello e il borgo ad Amedeo VII di Savoia. L'abitato si compone di una parte bassa e di una parte alta alla quale si accede attraverso la quattrocentesca Loggia della Piazza Vecchia. Il borgo è un susseguirsi di strette viuzze, scale e passaggi coperti da volte che evocano atmosfere medioevali. Da vedere:
Costruita intorno al XII secolo venne ampliata nel XIV secolo pur conservando il suo stile gotico. Considerata uno dei migliori esempi di architettura medioevale, l'edificio si presenta con una facciata in pietra grigia ornata da un rosone in marmo bianco opera di Giovanni Gagini. L'interno è a tre navate divise da colonne e conserva il polittico di San Michele, capolavoro di Giovanni Canavesio che lo dipinse intorno al 1500.
La piazza conosciuta con il nome di "la Cola" sorge ove una volta era il castello. Da notare i portali in ardesia dei palazzi che vi si affacciano.
Annoverato tra i borghi più belli d'italia, è uno dei borghi medioevali meglio conservati della Liguria, anche se le sue origini risalgono probabilmente all'età del bronzo. Il borgo venne edificato nel X secolo dai conti di Ventimiglia per passare nel 1276 alla famiglia Doria. Nel 1576 la famiglia Grimaldi di Monaco attaccò il borgo distruggendo il castello, mentre nel 1794 Apricale subì l'invasione di Napoleone Bonaparte. Il paese, arroccato in cima al colle, è un susseguirsi di deliziose piccole viuzze, scalinate, passaggi coperti da volte e case in pietra disposte a gironi concentrici che culminano nella scenografica Piazza Vittorio Emanuele. La piazza in estate è teatro del torneo di pallapugno e delle rappresentazioni teatrali volute da Luzzati "e le stelle stanno a guardare". In paese ha sede un particolare albergo diffuso "Munta e Cara" nel quale le camere, ognuna con una diversa e suggestiva ambientazione, sono appunto diffuse in tutto il borgo. La prima colazione, servita in una deliziosa saletta, è un tripudio di specialità dolci e salate come la focaccia ligure con olio locale, la composta di peperoni, i biscotti alla lavanda o il miele di rovo (Vai al Sito). Da vedere:
Edificato dai conti di Ventimiglia nel X secolo passò di proprietà dei Doria, dei Savoia e di una famiglia locale che lo trasformò in residenza privata. Attualmente di proprietà del comune, dopo lunghi restauri, ospita il Museo della Storia di Apricale
Annoverato tra i borghi più belli d'Italia, il paese è sovrastato delle imponenti rovine del castello Doria. Il primo castello venne edificato in cima allo sperone di roccia dai conti di Ventimiglia, in posizione dominante rispetto alle vie di comunicazione per la Val Nervia e la Val Roia. Nel 1270 il castello e il suo borgo divennero proprietà della famiglia Doria. Grazie alla sua strategica posizione, si sviluppò molto velocemente acquisendo una serie di vie concentriche intorno al castello. Si tratta di strade strette, lastricate in pietra, denominate "carrugi", che, con i loro passaggi coperti da volte, sono sicuramente la caratteristica principale dell'antico borgo, attraversato dalle acque del torrente Nervia le cui rive sono collegate da due ponti. Il più famoso è sicuramente il Ponte Vecchio costruito nel XV secolo ad unica arcata a schiena d'asino con una lunghezza di 33 metri, il ponte ed il castello Doria vennero ritratti da Monet in alcune tele. Da vedere:
Il castello venne edificato intorno al XII secolo dai conti di Ventimiglia intorno ad una primitiva torre. Nel corso dei secoli venne ampliato e fortificato fino a divenire una grandiosa dimora signorile dotata di imponenti apparati difensivi. Il 17 Luglio 1744 venne parzialmente distrutto dalle artiglierie franco-ispane. Abbandonato dai Doria, nel 1887 subì pesanti danni provocati dal terremoto. Il castello e altri siti cittadini sono visitabili ogni ultima domenica del mese in occasione del mercato biologico. Per informazioni e/o prenotazioni visita il sito dell'Ente del Turismo
Edificata intorno al 1400 venne completamente ricostruita in forme barocche. Gli interni, oltre alle ricche decorazioni, custodiscono un polittico di Santa Devota, dipinto nel 1515 da Ludovico Brea
Edificata nel XII secolo in forme romaniche subì diverse trasformazioni. Al suo interno sono custodite le tombe di Stefano e Giulio Doria raffigurati con armature d'epoca.
Sui medioevali vicoli, che si intrecciano per la città, si affacciano deliziose botteghe di artisti, di artigiani, cantine e negozi di souvenir o prodotti tipici ai quali è impossibile resistere. In queste botteghe anche il turista più esigente riuscirà a trovare l'oggetto che soddisfa i suoi gusti o quello della persona a cui lo vorrà donare.
Il pittoresco borgo ligure è posto in cima ad un altura dalla quale si gode di una splendida vista fino al mare. Le prime notizie scritte del borgo si hanno nel 954 quando il conte di Ventimiglia ne fece dono ai monaci benedettini del monastero di Lernis. Nel XVI secolo ai monaci venne l'idea di aprire una zecca per monete da smerciare in Europa ed in Oriente. L'operazione contribuì a rimpinguare le scarse casse del borgo, che sulle monete veniva menzionato come "principato di Seborga". L'attività della zecca cessò nel 1687, facendo precipitare le condizioni economiche dei monaci e costringendoli a vendere il feudo a Vittorio Amedeo II di Savoia. Negli ultimi anni gli abitanti del borgo, appellandosi al fatto che l'atto di compravendita non fu mai registrato negli archivi di stato, rivendicano la loro indipendenza dallo stato italiano, eleggono un Principe con funzioni prettamente simboliche, coniano una moneta locale chiamata Luigino (spendibile solo nel paese), affiancano alle targhe automobilistiche ufficiali targhe proprie. Da vedere:
Costruita tra il XVI e il XVII secolo, si presenta con una facciata barocca nella quale, grazie ai restauri del 2006, spiccano affreschi degli inizi del '900. L'interno, di dimensioni piuttosto modeste, dispone di tre altari: i due laterali sono dedicati rispettivamente alla Madonna del Rosario e al Sacro Cuore. Dietro l'altare maggiore è posta una statua lignea della Madonna con Bambino di difficile datazione.
Posto all'interno dell'antico palazzo del comune, il museo espone una collezione di strumenti musicali che vanno dal 1744 al 1933.
Località balneare, posta quasi al confine con la Francia, nota anche con l'appellativo di "città delle palme" grazie ai semi portati nel 411 da Sant'Ampelio, protettore della città. Complice il clima particolarmente mite, nel tempo le palme si sono moltiplicate fino a raggiungere oggi più di 30.000 esemplari.Alla fine dell'800, grazie al romanzo Dottor Antonio di Giovanni Ruffini, la città fu meta preferita del turismo inglese e di molti pittori, tra questi Claude Monet.
Il celebre pittore immortalò per sempre la magia dei colori e delle luci di Bordighera e del suo entroterra in ben 38 tele, dipinte nell'arco di sei mesi. La città si divide in una parte bassa e moderna, che si sviluppa per ben due chilometri sul lungomare Argentina ed una parte antica caratterizzata da strette vie e scalinate, raggiungibile da via Romana e dalla Spianata del Capo. Nella parte moderna si trovano stabilimenti balneari, hotel, ristoranti mentre la parte antica ha mantenuto i tratti di un tempo. Il borgo antico venne edificato intorno al 1471, visibili sono ancora le vecchie mura di cinta fortificate sulle quali si aprono tre monumentali porte di accesso. Da vedere:
La villa venne edificata su progetto di Luigi Broggi per volere della regina Margherita di Savoia che qui amava passare lunghi periodi di soggiorno e dove dal 1916 si ritirò. Attualmente nella villa ha sede la fondazione Terruzzi e l'omonimo museo che espone opere appartenenti alla collezione dell'imprenditore. La collezione comprende dipinti che vanno dal XIV al XVIII secolo, arredi e ceramiche orientali.
La struttura è chiusa per motivi di sicurezza. Nella notte tra sabato 15 e domenica 16 novembre il muro di contenimento posto alle spalle di Villa Regina Margherita, a causa del maltempo che ha flagellato la Liguria è franato rovinosamente investendo e danneggiando una parte dell’edificio. Le opere d’arte contenute nel Museo non hanno subito danni, ma la Villa è inagibile, i tecnici del Comune di Bordighera e della Provincia di Imperia (proprietari dell’immobile) stanno effettuando diversi sopralluoghi per verificare l’entità dei danni e le iniziative da intraprendere
La villa, intitolata al pittore Pompeo Mariani, dal 2008 fa parte delle dimore storiche italiane. Edificata nel 1885 dalla contessa Fenshawe, venne ampliata e abbellita su progetto degli architetti Brogli e Winter dopo l'acquisto, avvenuto nel 1909, da parte dell'artista Mariani. Gli interni della dimora sono impreziositi dall'uso di materiali pregiati e da opere dell'ebanista Eugenio Quarti e dell'artista Mazzucotelli. Molto bello il lussureggiante parco dove Monet dipinse numerose tele.
Bordighera, oltre ad essere "città delle palme", è anche un paradiso per le piante esotiche, come testimonia il Giardino di Pallanca, aperto al pubblico dal 1989. Il giardino si sviluppa lungo un pendio roccioso di arenaria a picco sul mare. Occupa un'area di ben 10.000 metri quadrati, articolati in terrazzamenti collegati da scalette, dove ampie zone d'ombra si alternano a spettacolari vedute sulla baia. Attualmente annovera oltre 3.000 specie di piante cactacee e succulente, risultato del lavoro di quattro generazioni della famiglia Pallanca.
Il piccolo e suggestivo borgo, sorge in bella posizione panoramica tra due colline. I suoi palazzi rinascimentale e le sue strette viuzze, che conducono all'antica piazzetta sulla quale si erge la chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena, ne rendono la visita gradevole. Mombaruzzo è noto sopratutto per la produzione degli amaretti per i quali si utilizzano mandorle dolci e amare, bianco d'uovo, zucchero e armelline cioè i semi contenuti nel nocciolo delle albicocche. Gli amaretti dalla Moriondo Carlo (aperti anche alla domenica) vengono prodotti in varie versioni: ai frutti canditi, alla grappa, alle nocciole e al cioccolato. Il monumento di maggiore interesse del paese è costituito dalla Chiesa di Sant'Antonio Abate, dichiarata monumento nazionale. La chiesa di origini Benedettine venne ampliata in forme gotiche intorno al 400, alla base del campanile è murato un interessante bassorilievo raffigurante Adamo ed Eva
Si tratta sicuramente della più grandiosa e sfarzosa residenza medicea la cui costruzione venne iniziata nel 1458 da Luca Pitti potente banchiere e mercante che in contrasto con la famiglia medici voleva una residenza più imponente e grandiosa di quella costruita per Cosimo il Vecchio. Il progetto originario del palazzo viene imputato al Brunelleschi anche se effettivamente fu Luca Fancelli a dirigerne i lavori. Con la morte di Pitti la costruzione del palazzo si interruppe, fu solo dopo l’acquisto nel 1549 da parte di Cosimo I de Medici che i lavori ricevettero nuovo impulso. Il palazzo in realtà venne acquistato su volere della moglie di Cosimo I, Eleonora da Toledo che riteneva il luogo assai più salubre di quello in cui sorgeva Palazzo Vecchio inoltre la costruzione di ampie finestre permettevano l’ingresso di più luce rispetto a Palazzo Vecchio rendendolo più allegro e confortevole. Il palazzo che si affaccia sull’omonima piazza si sviluppa su tre piani e dispone di una facciata lunga 205 metri sulla quale si aprono secondo un modulo fisso ampie finestre con un portone centrale tramite il quale si accede al cortile con monumentali scalinate di accesso ai piani nobili. Nel 1568 il Vasari costruì il famoso corridoio Vasariano che collega Palazzo Pitti a Palazzo Vecchio mentre tra il 1558 e il 1570 vennero aggiunte le due ali laterali posteriori del palazzo su progetto di Ammannati, molte altre furono le opere di ampliamento e modifica apportate dai vari membri della famiglia Medici ma anche dai Lorena. Il palazzo venne arredato con preziosi mobili, dipinti ed opere d’arte rappresentando fino all’estinzione della Casata oltre alla dimora principale il simbolo del potere e della ricchezza della casata. I Lorena non presero mai residenza ufficiale nel palazzo preferendo altre dimore anche se vi apportarono modifiche e riunirono qui numerose opere d’arte, agli inizi dell’ottocento il palazzo venne abitato da Napoleone Bonaparte per poi divenire la residenza ufficiale dei Savoia e della corte quando Firenze divenne Capitale d’Italia. Attualmente il palazzo ospita ben 5 musei:
edificata su volere dei Lorena ospita i capolavori delle collezioni medicee raccolti dalle varie residenze. La collezione raccoglie opere che vanno dal XV al XVII secolo di artisti sia italiani che europei come Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Van Dyck
occupa gli appartamenti d’estate del palazzo e comprende oltre alle famose collezioni del tesoro dei Medici anche raccolte e argenti del Tesoro di Salisburgo portato a Firenze dai Lorena.
articolata in 30 sale tra quelle adibite a residenza dei Lorenza la galleria raccoglie opere che vanno dai primi dell’ottocento ai primi del novecento di opere italiane e straniere. Tra gli artisti citiamo Canova, Hayez, Signorini.
Il giardino che occupa una superficie di 45.000 metri quadri abbraccia il palazzo sia sui fianchi che sul retro lasciando scoperta solamente la facciata che si affaccia sulla piazza. Edificato contemporaneamente al palazzo, su iniziale progetto del Tribolo proseguito da Vasari, Ammanati e Buontalenti, il giardino che accoglie ogni anno più di 800.000 visitatori è considerato a livello mondiale una delle massime espressioni di giardino all’italiana oltre che un museo a cielo aperto grazie all’innumerevole quantità di opere d’arte dislocate lungo i vari percorsi. Il giardino dispone di quattro ingressi al pubblico dal cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti, dal Forte Belvedere, Via Romana, Piazzale Porta Romana. La parte di giardino intorno al palazzo è di impostazione rinascimentale successivamente vennero aggiunte altre parti con differenti impostazioni. Di notevole bellezza il grande anfiteatro opera dell’Ammannati ideato per abbellire la cava creatasi dall’estrazione della pietraforte utilizzata per costruire il palazzo; raggiungibile dall’ingresso principale con al centro una grande vasca con obelisco Egizio intorno scalinate, edicole e statue. Sopra all’anfiteatro è posto il Bacino di Nettuno raggiungibile da una doppia rampa ornata da statue dove vengono raccolte le acque per l’irrigazione del giardino al centro è posta la fontana di Nettuno con tritoni e naiadi, ancora sopra la fontana dell’Abbondanza costruita in marmo bianco e bronzo in ricordo di Giovanna d’Austria moglie di Francesco I de Medici. Poco distante il giardino del Cavaliere al quale si accede tramite una scalinata con terrazzino panoramico con annesso Casino del Cavaliere luogo di meditazione e discussione di Leopoldo de Medici ora sede del museo delle porcellane, al centro del giardino sorge la fontana delle scimmie. Uno degli elementi più bizzarri e curiosi del giardino è costituito dalla Grotta del Buontalenti con tre ambienti interni di notevole pregio. Verso il Forte Belvedere sorge invece il Kaffeehaus realizzato intorno al 1780 su volere di Leopoldo di Lorena è costituito da un’enorme cupola finestrata dove oggi ha sede un bar dal quale si gode di un bellissimo panorama; da una scalinata posta sul lato opposto si scende al Viottolone fiancheggiato da statue che si raggiunge dopo aver attraversato il prato dell’Uccellare. Il Viottolone porta al Piazzale dell’Isolotto dove al centro sorge la fontana dell’Oceano opera di Giambologna.
Elegante città termale posta nel cuore del Monferrato, molto curata e con bei palazzi ottocenteschi. Il territorio di Acqui Terme venne abitato sin dall'età del bronzo da popolazioni liguri in particolare da tribù degli Statielli. Conquistata dai romani nel 172 a.C., che ne apprezzarono gli effetti benefici delle acque, la città venne denominata Aquae Stateillare. Con la caduta dell'impero romano l'abitato passò sotto il dominio dei Longobardi e dei Franchi fino al XII secolo quando divenne libero comune. Nel 1278, dilaniata da lotte interne e minacciata dalla potenza della vicina Alessandria la città si consegnò al marchese Guglielmo VII di Monferrato seguendo le sorti del Marchesato fino al 1708 quando venne annessa al Ducato di Savoia.
L'edificio in stile romanico venne consacrato nel 1067 dal vescovo Guido patrono della città. La facciata, che domina sull'antistante piazza, è preceduta da un portico del seicento che protegge lo splendido portale in marmo, opera di Antonio Pilacorte. L'interno della chiesa è suddiviso in cinque navate da massicci pilastri e conserva opere del '700 e dell'800 oltre al famoso trittico della Madonna del Monserrat opera del pittore spagnolo Bartolomeo Bermejo.
Situata sulla piazza dell'Addolorata, la chiesa di origini paleocristiane, venne completamente ricostruita tra il 989 e il 1018 quando vi si stabilì un'abbazia benedettina. Tra il 1927 e il 1930 la chiesa subì un pesante intervento di restauro. L'adiacente campanile risale al XI secolo.
La più nota sorgente termale della città, si trova in Piazza della Bollente, raggiungibile percorrendo corso Italia, da essa sgorga acqua ad una temperatura di 70-75°. La sorgente è sormontata da un'edicola marmorea realizzata da Giovanni Cerutti nel 1879. Le altre sette sorgenti si trovano nel quartiere Bagni presso il Lago delle Sorgenti dove hanno sede i due principali stabilimenti termali cittadini Terme Nuove e Terme Regina. I molti hotel della città, tra questi il Grand Hotel Terme, offrono speciali pacchetti soggiorno + percorsi termali alcuni abbinati a degustazioni di vino o peeling con polveri a base di acini d'uva. Grazie alle proprietà benefiche delle acque e dei fanghi termali è possibile curare artrosi, periartriti , tendiniti, insufficienze tubo-timpaniche, riniti e sinusiti.